Internet e Lavoro - Informazioni Utili
14.03.2016 09:44
Alzi la mano chi durante le ore in ufficio non ha guardato la posta personale, non ha dato una sbirciatina al suo profilo Facebook, non ha cercato un hotel per le vacanze o un volo aereo scontato per il week end. Se però poi l’uso di internet avviene in uffici pubblici, quindi a spesa diretta del contribuente, non si realizza, oltre che una mancanza rispetto ai propri doveri lavorativi, anche un reato?
Peculato? Uso del pubblico per fini privati? E’ quanto era stato contestato ad un impiegato comunale piemontese che aveva utilizzato la rete web per fini privati e durante il proprio orario di lavoro. La Cassazione con la sentenza 41709/10 l’ha assolto: il danneggiamento per la Pubblica Amministrazione non è avvenuto perché era in atto un contratto a costo fisso, e quindi la maggiore navigazione per fini non connessi al lavoro non andava ad incidere sul costo complessivo speso dal comune.
Il comune in questione è quello di Stresa: il dipendente era accusato anche di aver usato il cellulare aziendale per parlare e mandare messaggi elettronici ad amici e parenti. In totale si parla di 276 sms e 625 telefonate in due anni, con un costo totale di 75 euro. La Cassazione ha ritenuto anche quest’attività non illecita perché fatta in un arco di tempo comunque ritenuto non eccessivo e per scopi che non hanno avvantaggiato il dipendente sotto accusa. Quindi la morale è: non si dovrebbe fare ma se si fa almeno lo si faccia con moderazione.Alzi la mano chi durante le ore in ufficio non ha guardato la posta personale, non ha dato una sbirciatina al suo profilo Facebook, non ha cercato un hotel per le vacanze o un volo aereo scontato per il week end. Se però poi l’uso di internet avviene in uffici pubblici, quindi a spesa diretta del contribuente, non si realizza, oltre che una mancanza rispetto ai propri doveri lavorativi, anche un reato?
Peculato? Uso del pubblico per fini privati? E’ quanto era stato contestato ad un impiegato comunale piemontese che aveva utilizzato la rete web per fini privati e durante il proprio orario di lavoro. La Cassazione con la sentenza 41709/10 l’ha assolto: il danneggiamento per la Pubblica Amministrazione non è avvenuto perché era in atto un contratto a costo fisso, e quindi la maggiore navigazione per fini non connessi al lavoro non andava ad incidere sul costo complessivo speso dal comune.
Il comune in questione è quello di Stresa: il dipendente era accusato anche di aver usato il cellulare aziendale per parlare e mandare messaggi elettronici ad amici e parenti. In totale si parla di 276 sms e 625 telefonate in due anni, con un costo totale di 75 euro. La Cassazione ha ritenuto anche quest’attività non illecita perché fatta in un arco di tempo comunque ritenuto non eccessivo e per scopi che non hanno avvantaggiato il dipendente sotto accusa. Quindi la morale è: non si dovrebbe fare ma se si fa almeno lo si faccia con moderazione.